Monthly Archives: Novembre 2013

Le parole sono importanti

feminicidioQualunque cosa oggi sarebbe stata convenzionale, non abbastanza, e poi perché solo oggi?

Ma ho cambiato idea, o meglio: posso farlo a modo mio.

Condivido il post più interessante tra quelli che ho visto circolare nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Nella giornata che dovrebbe servire a  raccontare ogni anno i passi in avanti  fatti nella battaglia collettiva (che è battaglia culturale) contro il fenomeno.

È un pezzo curato da Matilde Paoli, della redazione Consulenza Linguistica dell’Accademia della Crusca: indaga la nascita e la diffusione del termine “femminicidio”.

Il link è qui: i perché di una parola.

A un certo punto, nel tempo, nell’uso e nella scelta del termine per indicare la violenza, è cambiato qualcosa: «Non si tratta solo di una parola in più, allora, per quanto densa di significato, ma anche e soprattutto di un rovesciamento di prospettiva, di una sostanziale evoluzione culturale prima e giuridica poi.»

La seconda parte del testo è un articolo di Rosario Coluccia dello scorso maggio: «Se una società genera forme mostruose di sopraffazione e di violenza – dice – bisogna inventare un termine che esprima quella violenza e quella sopraffazione.»

Ecco, in questi due passaggi c’è tutto quello che credo valga la pena dire oggi. Che poi è quello che vale ogni giorno.

C’entrano i comportamenti, i modelli culturali, le storie personali, le norme, l’educazione. Ma so anche che c’entrano le parole.

Nella vita di tutti i giorni, di più se è per mestiere, le cose da raccontare hanno un proprio peso: è una responsabilità.

E le parole, anche quelle sono importanti.

La memoria delle cose

orologio«Siamo vivi, e dobbiamo anche  ringraziare». Così mi sono girata verso la televisione, recuperando all’improvviso l’attenzione verso il TG che stavo ascoltando in sottofondo. Era un cittadino di Olbia.

Ci ho pensato tanto, come molti altri  in questi giorni, a vedere, ascoltare e leggere di Sardegna. Di un’emergenza che ci riguarda tutti.

Il vero problema siamo noi, scriveva un paio di giorni fa Fabrizio Rondolino su Europa.

Ci ho pensato un po’ di più oggi, forse per questo mi sono girata di scatto. Ché il 23 novembre in Basilicata significa tante cose, e tutte hanno a che fare con un’emergenza: il terremoto del 1980, la marcia contro il deposito di scorie nucleari a Scanzano nel 2003, la nascita dell’università nell’83.

È l’anniversario multiplo della Basilicata, quello in cui ripetiamo anche qui «siamo vivi, e dobbiamo ringraziare».

Abbiamo imparato alcune lezioni, molte altre ancora non le abbiamo capite.

Costruiamo case e scuole sicure, ma al paesaggio e al dissesto idrogeologico non facciamo caso abbastanza; siamo accoglienti, ma senza ferrovie e autostrade; non più arretrati nel Mezzogiorno, ma pochi e isolati, sempre a Sud; qualche volta abbiamo alzato la testa, poi l’abbiamo rimessa giù, in genere perché c’era da lavorare, rimboccarsi le maniche, andare oltre. O perché c’era un’altra emergenza – sociale, produttiva, ambientale –  da affrontare.

Antonella Giacummo, che dieci anni fa era nella marcia dei centomila, da giornalista e da cittadina, racconta:  «Lo confesso, per qualche mese ho vissuto nell’idea che tutto stava per cambiare».

Poi è andata diversamente.

È per questo che oggi devo essermi girata di scatto, è per questo che credo valga la pena ripetere le cose. Tocca a tutti, tocca ai cittadini, tocca ai giornalisti. La memoria, se non è solo un esercizio di celebrazione, serve a imparare le lezioni. Dovrebbe, almeno.

Serve a ricordarci che non dovremmo dover ringraziare se siamo vivi.

 

Le elezioni in un giornale locale

schedaIn Basilicata tra poche ore comincerà lo spoglio elettorale. Il primo dato è già per gran parte il risultato.

Alle 22.00 ieri sera l’affluenza si era fermata al 32,51%. Molto probabilmente la rilevazione delle 15.00 consegnerà una consapevolezza: più della metà della popolazione ha deciso che non vale la pena scegliere da chi farsi governare nei prossimi anni.

Rinviando a più tardi commenti, analisi e dibattito sull’esito di queste elezioni regionali, butto lo sguardo sul racconto delle prossime ore.

In redazione, al Quotidiano della Basilicata , l’organizzazione è cominciata già da ore.  Le elezioni, soprattutto quelle amministrative, per un giornale locale sono una sfida importante.

Le stiamo vivendo immersi tra città e dintorni. E Lucia, il direttore, spiega qui come funziona il turbinio di redazione in uno dei giorni più lunghi per chi lavora in un giornale.

Sarà un lungo racconto, connesso, collettivo, plurale. Se avete voglia di seguirlo, lucani  e non, provo a elencare alcuni strumenti utili.

  • Sul sito del Quotidiano della Basilicata il liveblog, le infografiche con l’andamento ai seggi e tanti sguardi sul voto in regione.
  • In giro sui social network l’hashtag di tutti è: #regionalibas.
  • Caterina ha realizzato un bel Tumblr che aggrega anche gli hashtag coniati dai candidati (e sono parecchi).
  • C’è poi questa bella idea di Sergio e Giovanni: una piattaforma che aggrega tutto quello che si muove attorno al voto, l’hanno chiamata PaffBum.
  • E per chi vuole azzardare una previsione sulla composizione del prossimo consiglio regionale, Hyperbros ha spiegato come funziona la legge elettorale della Basilicata.

In redazione c’è già un gran via vai. A un certo punto, stanotte, la tipografia darà lo stop.

Ma il lavoro andrà avanti, e sarà un lavoro collettivo, che manderà oltre il racconto già in corsa, quello fatto da cittadini, candidati, scrutatori, opinionisti, colleghi di altre testate, blogger, tutti lì a mescolare in rete dati, commenti, fotografie, video, statistiche.

In redazione proveremo a essere un po’ connettori, al centro di una comunità. Perché un giornale locale sta in mezzo a tutte quelle relazioni.

«Se passi da qui stanotte e vuoi portarci un caffè per aiutarci a stare svegli e farci compagnia l’indirizzo è via Nazario Sauro 102, Potenza – dice Lucia – . In fondo è bello sapere che in una città c’è un luogo di tutti che è sempre aperto.» E quel luogo è uno spazio di giornalismo locale.