Monthly Archives: Dicembre 2013

La prima, ripensata per condividere

25apriel«Con le notizie che viaggiano sull’intero ciclo delle 24 ore, chi progetta la prima pagina deve dare un contesto degli eventi, non le informazioni di massima sulle notizie principali».

Mentre i dati di acquisto e lettura dei quotidiani sono in netto calo, le condivisioni delle prime pagine  – dice  Jeremy Barr in un pezzo su Poynter – sono sempre più frequenti.

Vanno, però, ripensate.

La prima pagina non funziona più da copertina, come sommario di notizie gerarchizzate dalla posizione.

È un po’ anche strumento – uno dei tanti a disposizione – di narrazione delle cose. «Un modo per incapsulare gli eventi», commentare un momento collettivo, magari scoprire in che modo certe storie sono state vissute altrove.

Facile intuirlo per fatti di portata internazionale, come quelli osservati nell’articolo di Barr:  As fewer people read newspapers, more share their front pages.

Ma credo che funzioni ancora di più in contesti locali, quelli in cui i giornali dovrebbero essere narratori, punto di riferimento, collettori di interessi diffusi, spazio aperto alla cittadinanza,  cani da guardia del potere, ma anche un pezzo della quotidianità dei cittadini che rappresentano.

Al Quotidiano della Basilicata, nella redazione in cui lavoro, l’architettura della prima pagina non è solo un vezzo e da un bel po’ direttore e grafici ci lavorano pensandola come una sorta di manifesto quotidiano.

Tutta la squadra intorno sperimenta, ogni volta che è possibile, vie praticabili di integrazione tra carta e digitale, città e redazione, partecipazione e ascolto dei lettori.

9ottobre

22settembre

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Così, mettere in fila alcune delle prime pagine di questo ultimo anno mi permette di rivedere un po’ quello che è accaduto da queste parti, ma soprattutto di pensare  come lo abbiamo vissuto e raccontato. Non da soli.

Questi sono i dodici mesi di Basilicata in prima pagina.

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Restando solo un po’ in tema, per appassionati o per ingannare il tempo prima di cena, qui c’è invece una selezione delle più  belle copertine del 2013. Girovagando tra le riviste di mezzo mondo: Top Cover 2013 [Coverjunkie]

Il giornalista oggi, dopo Internet

journo_nowFino a qualche tempo fa «la giornata cominciava terminato il giro delle fonti».

Oggi, dice John L. Robinson, «la giornata di un giornalista è già iniziata, a prescindere da quando ci si svegli». Perché sono cambiate anche le fonti, non solo i luoghi dove andare a cercarle.

Capitava un tempo che i lettori rimanessero sorpresi da una notizia. «Oggi i lettori conoscono già la notizia» perché l’hanno letta su Twitter, Facebook, l’hanno ascoltata su un canale all news.

Molto probabilmente sono stati i lettori a diffonderla, dopo averla vissuta.

Internet ha cambiato il ruolo dei giornalisti. E ha stravolto le modalità di pensare e fare un mestiere (in un tweet).

Il prima/oggi del giornalismo è un lungo elenco di cambiamenti.  Quello stilato da John L. Robinson è godibilissimo: Journalism before the Internet and now.

Nel mio elenco personale aggiungo due punti, il primo di abitudine (e un po’ di immaginario collettivo: Internet ha modificato anche quello).

In caso di necessità, era facile sentirsi dire: «sei un giornalista, avrai sicuramente con te almeno una penna e qualche foglietto di carta». Oggi prima di uscire controllo di avere con me la seconda batteria dello smartphone.

Poi, un’idea di metodo. Oggi, come prima di Internet, un giornalista può e deve essere un punto di riferimento per la comunità in cui lavora.

Ma non più solo per raccontarla o distribuirle notizie. Ora deve anche saperla mettere in connessione.