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Le elezioni in un giornale locale

schedaIn Basilicata tra poche ore comincerà lo spoglio elettorale. Il primo dato è già per gran parte il risultato.

Alle 22.00 ieri sera l’affluenza si era fermata al 32,51%. Molto probabilmente la rilevazione delle 15.00 consegnerà una consapevolezza: più della metà della popolazione ha deciso che non vale la pena scegliere da chi farsi governare nei prossimi anni.

Rinviando a più tardi commenti, analisi e dibattito sull’esito di queste elezioni regionali, butto lo sguardo sul racconto delle prossime ore.

In redazione, al Quotidiano della Basilicata , l’organizzazione è cominciata già da ore.  Le elezioni, soprattutto quelle amministrative, per un giornale locale sono una sfida importante.

Le stiamo vivendo immersi tra città e dintorni. E Lucia, il direttore, spiega qui come funziona il turbinio di redazione in uno dei giorni più lunghi per chi lavora in un giornale.

Sarà un lungo racconto, connesso, collettivo, plurale. Se avete voglia di seguirlo, lucani  e non, provo a elencare alcuni strumenti utili.

  • Sul sito del Quotidiano della Basilicata il liveblog, le infografiche con l’andamento ai seggi e tanti sguardi sul voto in regione.
  • In giro sui social network l’hashtag di tutti è: #regionalibas.
  • Caterina ha realizzato un bel Tumblr che aggrega anche gli hashtag coniati dai candidati (e sono parecchi).
  • C’è poi questa bella idea di Sergio e Giovanni: una piattaforma che aggrega tutto quello che si muove attorno al voto, l’hanno chiamata PaffBum.
  • E per chi vuole azzardare una previsione sulla composizione del prossimo consiglio regionale, Hyperbros ha spiegato come funziona la legge elettorale della Basilicata.

In redazione c’è già un gran via vai. A un certo punto, stanotte, la tipografia darà lo stop.

Ma il lavoro andrà avanti, e sarà un lavoro collettivo, che manderà oltre il racconto già in corsa, quello fatto da cittadini, candidati, scrutatori, opinionisti, colleghi di altre testate, blogger, tutti lì a mescolare in rete dati, commenti, fotografie, video, statistiche.

In redazione proveremo a essere un po’ connettori, al centro di una comunità. Perché un giornale locale sta in mezzo a tutte quelle relazioni.

«Se passi da qui stanotte e vuoi portarci un caffè per aiutarci a stare svegli e farci compagnia l’indirizzo è via Nazario Sauro 102, Potenza – dice Lucia – . In fondo è bello sapere che in una città c’è un luogo di tutti che è sempre aperto.» E quel luogo è uno spazio di giornalismo locale.

Un appunto breve su giornalismo e partecipazione

ponteA Potenza abbiamo fatto un’esperienza di progettazione partecipata. O meglio, a partire da un progetto realizzato su uno spazio cittadino,  ora con alcuni professionisti – un meltin’ pot niente male – stiamo provando a ragionare sulla partecipazione e la città.

Abbiamo cominciato con un’area abbandonata, al di sotto del ponte Musmeci. L’allestimento di quello spazio è nato condividendo con i cittadini i progetti immaginati da un gruppo di sociologi, architetti, ingegneri e agronomi. La soluzione finale è stata elaborata e realizzata con la collaborazione tra progettisti, passanti, volontari di associazioni, singoli.

Una volta attrezzato il Giardino ci siamo detti, però, che il ragionamento era solo all’inizio. Quello spazio comune restituito alla città doveva essere riempito di contenuti. Ci abbiamo provato chiedendo ad autori, attori, artisti di occuparlo con le loro produzioni.

Contemporaneamente stiamo provando ad allargare la riflessione sulla partecipazione, incrociando altre esperienze e immaginando percorsi collettivi di presa in carico della quotidianità cittadina.

Lavorando con questi professionisti (architetti, sociologi, ingegneri) mi convinco sempre di più della funzione importante che il giornalismo può avere nei percorsi di partecipazione civica. È cambiato non solo il racconto delle cose, è cambiato un ruolo.

Internet ha travolto il mestiere. I cittadini, nel frattempo, diventano sempre più consapevoli – lentamente più padroni – degli strumenti per condividere idee ed esprimere opinioni e bisogni.

In questo contesto, soprattutto a livello locale, credo che il giornalista debba diventare un connettore. Da collegare, ci sono i bisogni di cittadinanza.