La nuova quotidianità di Elisabetta scorre in bilico tra la paura – quella interiore, verso il futuro – e una sorta “di stato di grazia” – senza dirlo troppo ad alta voce, però. L’emergenza Covid 19 le ha dato l’opportunità di godersi un tempo familiare, che è il tempo della giornata in casa con il figlio undicenne. Lavoro e compiti, film, cucina, lettura, dialogo, lavoro e compiti, cucina, film.
«No, non riesco a concentrarmi, non lavoro molto». Il problema, racconta Angela Pignatari, è quell’aria rarefatta di cui si è impregnato lo studio. Sullo stesso pianerottolo di casa, «sono fortunata».
Ho fatto una donazione a due delle strutture ospedaliere che, in questo momento, stanno affrontando con maggiore sofferenza l’emergenza da coronavirus. Ci ho pensato un po’ prima di condividere questo gesto perché tendo a pensare che l’impegno civico sia tale se praticato e non raccontato. Ma poi ho capito che quella donazione si portava dietro una serie di valutazioni e riflessioni di valore pubblico. Così, ne scrivo.



