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Affrontare l’epidemia in un istituto oncologico | La città delle donne #10
Giornalismo, La città delle donneQuando l’emergenza si è palesata nella sua cornice reale, la prima cosa che ha pensato, ammette, è stata «ce la farò? ce la faremo?». Cristiana Mecca è dg del centro IRCSS-CROB di Rionero in Vulture (PZ), per cui svolge anche il ruolo di direttore amministrativo. «Poi, come sempre succede, pensare alle cose le rende più brutte. A un certo punto, tempo per pensare non c’è, bisogna affrontarle e basta».
In sala parto durante l’epidemia | La città delle donne #9
Giornalismo, La città delle donneL’emergenza da COVID-19 ha cambiato tante cose. Ne ha cambiate molte dentro gli ospedali, avamposti di questa crisi, a cui guardiamo con apprensione e ammirazione, incrociando i dati dei bollettini del contagio, in attesa del giorno in cui non dovremo ascoltarne più.
L’impossibilità di costruire una routine | La città delle donne #8
Giornalismo, La città delle donneSuperato il primo impatto del lockdown – «Difficilissimo per me che sono iperattiva» – la parte peggiore è stata organizzare tutto. La gestione della quotidianità, con il carico mentale e quello fisico che ne derivano, è già abitualmente lo spazio tipo dell’enorme dispendio di tempo e risorse richiesto alla maggior parte delle donne. L’emergenza da COVID-19 non ha fatto altro che diventarne un fattore moltiplicatore.
Le donne che si fanno coraggio | La città delle donne #7
La città delle donneLa verità minima è quella che Valentina snocciola a quasi un mese e mezzo di quarantena, ma con ormai diversi anni di impegno nel terzo settore, praticando la solidarietà e l’inclusione per lavoro.
Assistere i più fragili in emergenza. E anche un po’ noi | La città delle donne #6
La città delle donneCi sono stati giorni, soprattutto i primi di questa condizione di emergenza da COVID-19, in cui le cose si erano accavallate e si rincorrevano confuse, in cui Lina Bonomo è capitato di lavorare da mattina a sera, senza interruzioni, senza farci troppo caso. «Ho una tempra resistente»
La bellezza di certe donne in miniatura | La città delle donne #5
Giornalismo, La città delle donneLe miniature di Fabiana Belmonte hanno permesso di raccogliere in due giorni 1.600 euro destinati a varie organizzazioni o istituti di cura, tra cui gli ospedali “Cotugno” di Napoli e “Spallanzani” di Roma, Emergency, la Protezione Civile.
Piccole ribellioni per beni (non) necessari | La città delle donne #4
Giornalismo, La città delle donne«Io non ho mai pensato di poter fare altro. Io e la libreria. Qui dentro riesco a essere me stessa, e a crescere».
Già nel primo dei numerosi DPCM (Decreti del presidente del Consiglio dei Ministri) che avrebbero modificato le nostre vite per l’epidemia di COVID-19 era contenuta l’indicazione che Fabrizia Gioiosa non aveva mai messo in conto: chiudere Kiria, la sua libreria, incastonata da alcuni anni in viale Dante.
La distanza tra gli scaffali | La città delle donne #3
Giornalismo, La città delle donne«Quando mi capita il turno di mattina, dopo giorni di misure restrittive, ancora mi sconvolge il silenzio assordante che c’è fuori, nell’ora che in genere è quella del traffico e del caos».
«Ho scelto di dividere la famiglia» | La città delle donne #2
Covid-19, Giornalismo, La città delle donneLa nuova quotidianità di Elisabetta scorre in bilico tra la paura – quella interiore, verso il futuro – e una sorta “di stato di grazia” – senza dirlo troppo ad alta voce, però. L’emergenza Covid 19 le ha dato l’opportunità di godersi un tempo familiare, che è il tempo della giornata in casa con il figlio undicenne. Lavoro e compiti, film, cucina, lettura, dialogo, lavoro e compiti, cucina, film.
Nello studio vuoto l’aria ormai si è rarefatta | La città delle donne #1
Covid-19, Giornalismo, La città delle donne«No, non riesco a concentrarmi, non lavoro molto». Il problema, racconta Angela Pignatari, è quell’aria rarefatta di cui si è impregnato lo studio. Sullo stesso pianerottolo di casa, «sono fortunata».